NOMADI - DANILO SACCO NON LASCIA IL GRUPPO" - lunedì, 24 agosto 2009, ore 17:22 - www.telereggio.it'Al concerto gratuito dell'11 settembre a Festa Reggio ci sarà anche Danilo, che peraltro ha già iniziato con noi il tour'. Lo ha detto oggi Beppe Carletti, leader della storica band novellarese in un incontro con la stampa a Festa Reggio. 'Danilo - ha detto Carletti - deve fare un po' di rodaggio, come un motore rimesso a nuovo, quindi comincia senza forzare. Per cominciare sono anche troppe le dieci canzoni che fa ogni sera'.
Carletti ha consegnato ai giornalisti una lunga memoria scritta di proprio pugno da Sacco, sei pagine nelle quali la 'voce' dei Nomadi smentisce le voci di un suo distacco dal gruppo: 'Qualcuno disse che se ripeti per cento volte una menzogna, questa finisce per diventare verità', scrive il cantante, che precisa: 'Non ho mai dichiarato che avrei lasciato i Nomadi dopo il mio infortunio, semplicemente non posso più fare la vita che facevo prima'. 'Mi auguro che la storia con Danilo - ha commentato Carletti - continui anche di più di quella con Augusto, che è durata trent'anni'.
Nella lettera Danilo Sacco (foto) critica 'il bailamme scatenato da alcune mie dichiarazioni che sta diventando una querelle tragicomica e rischia di sfociare nel ridicolo. So - afferma - che qualcuno si è sentito offeso e questo mi dispiace giacché non era assolutamente mia intenzione scatenare il risentimento di nessuno. Tutto ciò che è stato scritto, qualora qualcuno non lo ritenesse chiaro, è da imputare a me ed a me soltanto che forse non ho espresso i miei pensieri con sufficiente precisione. Quando i miei compagni - scrive il cantante - mi annunciarono l'intenzione di ripartire senza di me, annuncio che mi venne fatto con chiarezza e correttezza, mi dissero che cosa ne pensavo! Dentro di me c'era una tempesta di emozioni ed un conflitto difficile da placare! Non potevo certo fare i salti di gioia; a chi piace stare in panchina quando gli altri sgobbano? Non avevano certo bisogno in quel momento di uno che si mettesse a fare i capricci e dissi che appoggiavo pienamente la loro decisione. Inutile dire che in realtà dentro di me mi sentivo malissimo... Alzi la mano chi di voi all'interno della propria famiglia non ha mai avuto uno screzio, un confronto, un litigio'.
'I Nomadi - prosegue nella sua memoria affidata a Carletti - non sono solo una famiglia, ma anche un'azienda. Come in tutte le aziende, anche nei Nomadi ci sono un capo, dei quadri e dei dipendenti. Tutti devono lavorare armonicamente per fare in modo che alla fine del mese la busta paga arrivi alla propria famiglia. Tutti devono lavorare di converso per fare in modo che la gente che paga il biglietto esca dal concerto più felice di quando è entrata. Questo fa del nostro lavoro il lavoro più bello del mondo'.
'Ribadisco nuovamente - scrive ancora Danilo Sacco - che non ho mai dichiarato di voler lasciare i Nomadi. Il mio discorso è molto più realista. Semplicemente non posso più fare la vita che facevo prima. Se i Nomadi riterranno che il mio impegno, nonostante alcune limitazioni, sarà per loro sufficiente, sarà un onore continuare insieme un proficuo cammino. Se riterranno che quest'uomo non può più reggere certi ritmi, oppure accampa troppe pretese, allora i miei compagni hanno tutto il diritto di proseguire anche senza di me'.
Beppe Carletti auspica poi che al concerto gratuito dell'11 settembre assistano ancor più delle ventimila persone che già applaudirono il gruppo in una precedente occasione a Festa Reggio. Le offerte libere che potranno essere versate quella sera andranno a favore di una struttura culturale e ricreativa polivalente fissa per i terremotati dell'Aquila e dell'associazione Libera di don Luigi Ciotti per il contrasto alla mafia.