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MASSIMO VECCHI & MANOLOCA IN

FUORI DAL CERCHIO

 

Massimo Vecchi - bassista e voce dello storico gruppo i Nomadi - tiene a precisare : "Vorrei sgombrare subito il campo da facili fraintendimenti. Io sono e rimango principalmente il bassista e una delle voci dei Nomadi e non ho nessuna intenzione di abbandonare questo gruppo. Non sono animato da qualsivoglia desiderio di rivalsa. Il progetto "MANOLOCA" è per me solo un'esperienza particolare fatta insieme a degli ottimi musicisti e soprattutto grandi amici. Nel mio intimo c'è costantemente l'esigenza di vivere ogni singola emozione in musica, perciò quando non sono con i Nomadi amo creare e suonare anche con altre persone con cui sto bene. Sarei veramente felice di far conoscere al pubblico dei Nomadi un lato di Massimo Vecchi che non hanno ancora scoperto."
Ma chi sono i MANOLOCA ?
E' un gruppo di 5 ragazzi, che si incontrano in uno studio di registrazione a pochi chilometri da Milano per lavorare su produzioni e progetti musicali per conto terzi.
Giorno dopo giorno, tra una seduta di registrazione e un'altra, nel tempo è nato il desiderio di realizzare un progetto musicale tutto loro.
Un desiderio che si è concretizzato e preso forma in un CD di brani inediti "lontano dal cerchio" prodotto da Beppe Carletti Nomadi, edito da Edizione e Produzioni Nomadi e Warner Chappell, distribuiti da Artist First.

    I componenti del gruppo sono:
    Massimo Vecchi - voce
    Dave Colombo - chitarre
    Daniele Radice - basso
    Agostino Barbieri - tastiere
    Franz Piatto - batteria

Sito Ufficiale di Massimo Vecchi e i Manoloca"

DAL 31GENNAIO 2012

 

WWW.CISCOVOX.IT

Fuori i secondi, il nuovo album del temibile Cisco, in uscita il 31 gennaio 2012. A Febbraio il nuovo TOUR! Ascolta in ateprima il brano 'Credo'!
Fuori i secondi, il nuovo album del temibile Cisco, in uscita il 31 gennaio 2012. In CD, DOWNLOAD e LP-VINILE NUMERATO con BONUS TRACK!

In anteprima il brano "Credo", potete ascoltarlo qui per una settimana.


"Fuori i secondi" è l'urlo di esortazione che segna l'inizio delle ostilità nel pugilato e che richiama tutti ad assumersi le proprie responsabilità e a darsi da fare.

Ma qui si trasforma anche in uno splendido elogio ad alcuni grandi 'secondi' della storia a cui il tempo in alcuni casi, ha reso poi giustizia.

Fuori i secondi, così si chiama il nuovo disco di Cisco, ex voce e frontman dei Modena City Ramblers è un disco pieno di racconti esemplari, intense biografie di personaggi che per un verso o per l'altro hanno fatto storia, canzoni dedicate a vite incredibili.

Nel nuovo album anche brani più diretti sul sociale e sul disagio che un po' tutti oggi viviamo nei tempi della grande crisi, ma è un album anche pieno di speranza e ottimismo, dove troviamo dei veri e proprio inni che esortano la gente a riprendere in mano le redini della storia per provare a cambiare e scrivere il proprio futuro in prima persona. Non mancano momenti divertenti e autoironici dove il cantante gioca con se stesso, con il suo modo di essere e con la grande curiosità-voracità che da sempre lo muove.


Ed ecco le prime date del FUORI I SECONDI TOUR:

03.02.2012: Trezzo sull'Adda (MI) - Live Club

10.02.2012: Taneto (RE) - Fuori Orario

17.02.2012: Roma - Circolo degli Artisti

24.02.2012: Torino - Hiroshima Mon Amour


CISCO FUORI I SECONDI nuovo album da gennaio 2012 !!!

"Fuori i secondi" è l'urlo di esortazione che segna l'inizio delle ostilità nel pugilato e che richiama tutti ad assumersi le proprie responsabilità e a darsi da fare. Ma qui si trasforma anche in uno splendido elogio ad alcuni grandi secondi della storia a cui il tempo in alcuni casi, ha reso poi giustizia.
Fuori i secondi, così di chiama il nuovo disco di Cisco, ex voce e frontman dei Modena City Ramblers.
Un disco pieno di racconti esemplari che per un verso o per l'altro hanno fatto storia.
Come la canzone dedicata alla vita incredibile di Antonio Ligabue, genio folle, pittore della bassa emiliana che ha passato la vita a mendicare cibo e amore spesso barattandoli con un suo quadro. Additato come diverso e isolato da tutti, ora è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo come creatore di grandi capolavori.
Oppure la figura oramai mitologica di Yuri Gagarin, "il cosmonauta sovietico", che con il suo volo nello spazio è stato il primo essere umano a vedere la terra da un punto di vista completamente diverso e a raccontare con voce intensa l'emozioni e le sensazioni provate.
Altra biografia che si può trovare all'interno del disco è quella di Dorando Pietri, il famoso maratoneta di Carpi, forse il più conosciuto e celebrato sconfitto della storia sportiva e non solo.
Un brano delicato e sentito è quello dedicato ad Augusto Daolio, voce e anima dei Nomadi, scomparso oramai vent'anni orsono. Sarà la vicinanza geografica ma anche un po' la vena stilistica di Cisco, a rendere il risultato di questa canzone, davvero qualcosa di unico e pregevole.
Brani più diretti sul sociale e sul disagio che un po' tutti oggi viviamo nei tempi della grande crisi, sono quelli intitolati Golfo mistico e La dolce vita. Quest'ultimo è anche un chiaro omaggio a un grande maestro del cinema italiano come Fellini e al nostro paese che il regista ha saputo raccontare in maniera egregia, ma che oggi non sembra più in grado di riprendersi dai propri errori.
Anche l'agrodolce valzer finale intitolato Emilia ha queste caratteristiche. In questo caso Cisco prende di mira la sua adorata terra emiliana: lo spassionato amore per le proprie radici non vieta al cantautore di vederne anche molti limiti e grandi difetti.
Ma è un album anche pieno di speranza e ottimismo, dove si trovano canzoni come I tempi siamo noi, un vero e proprio inno che esorta la gente a riprendere in mano le redini della storia per provare a cambiare e scrivere il proprio futuro in prima persona. Perché, come dice la canzone stessa, i tempi siamo noi.
Oppure nelle parole di Credo, dove il valore più grande che possiamo ricevere lo troviamo nelle cose più piccole e semplici che ci circondano ma che spesso non siamo in grado di vedere.
Anche verso la fine del disco possiamo trovare un bagliore di speranza, con Una terra di latte e miele, brano in cui Cisco intravede un futuro meno oscuro per tutti.
Non mancano canzoni divertenti e autoironiche come Il gigante, dove il corpulento cantante gioca con se stesso, con il suo modo di essere e con la grande curiosità-voracità che da sempre lo muove.
Una citazione speciale la merita la sognante e visionaria Lunatico, delicato e agrodolce brano dove il cantautore racconta di aver visto la luna cadere, rimbalzare e andarsene. Cosa ha spinto il nostro satellite a compiere un gesto simile? Nulla di fantascientifico, semplicemente l'impossibilità di continuare a vedere dall'alto quello che accade ogni giorno sulla nostra terra!

 

NOMADI - XX TRIBUTO AD AUGUSTO - 25 e 26 FEBBRAIO 2012.

 


Danilo Sacco si racconta a Massimo Cotto: 'Perché ho lasciato i Nomadi'

22 dic 2011 - Il luogo è lo stesso di due anni fa, la casa di Agliano teatro di quell'intervista che destò timore e scalpore, anche perché strumentalizzata da qualcuno. Danilo Sacco, reduce da tre interventi al cuore, aveva immaginato una vita senza Nomadi, pensando all'impossibilità di tenere oltre cento concerti l'anno. Oggi la decisione è stata presa. Danilo ne parla con fatica, perché il passaggio è lento da metabolizzare e perché 19 anni sono un buon tratto di strada. Come ogni volta, prima di parlare si sfoga a cucinare in abbondanza: insalata di mare, straordinarie patate al cumino, merluzzo freddo con olive e pomodori, verdure al sale grosso,  taglioloni bottarga e arselle, dolcetti sardi, tutto innaffiato da bianco freddo a dovere. Poi, la confessione.

La prima domanda può essere riassunta da una sola parola: perché?
Se non fosse stato per l'infarto di due anni fa non saremmo qui a farci questa domanda. Sul tavolo di ferro, prima dell'operazione, ho avuto due volte paura. Di morire e anche di non riuscire a completare il mio viaggio. Mi sono reso conto che non ero riuscito a fare quello che dovevo: cercare me stesso fino in fondo. Ho fatto molto, ma non tutto. Con i Nomadi il mio viaggio era finito. Dovevo cercare me stesso in un'altra direzione. Dovevo fermarmi, ma non era possibile. Troppi impegni. Per senso di responsabilità, nonostante la fatica e il dolore, ho ripreso quasi subito a cantare e sono ripartito in tour. Ma qualcosa si era rotto. E non aveva niente a che fare con Beppe Carletti e gli altri ragazzi, persone splendide che ringrazierò sempre. Ero io che dovevo staccare e concentrarmi non su quello che avevo avuto - fama, calore, gioie ed emozioni – ma su quello che mi mancava.

Gli altri Nomadi hanno cercato di farti cambiare idea?
No, neanche una volta, ma è giusto così. Mi hanno detto tutti che questa decisione doveva essere solo mia, perché le ragioni del disagio erano dentro di me, non imputabili a loro. Certo, da solo mi sta venendo una paura fottuta, ma preferisco rischiare il congelamento piuttosto che avvolgermi ancora nella coperta calda dei Nomadi. I Nomadi sono un'assicurazione sulla vita: troppo facile. Devo mettermi alla prova in nuove sfide.

Non potevi cercare te stesso continuando a rimanere nei Nomadi, dividendoti tra gruppo e carriera solista?
Avrei potuto farlo in qualsiasi altro gruppo, ma non con chi fa quasi cento concerti in un anno, tre ore a concerto. Voglio finire in piedi, alla grande. Non come un pugile alle corde che non riesce più a godersi il dono della musica. Io voglio essere Rocky Marciano. Il mio terrore è sempre stato quello di non rendere al cento per cento. Ho ancora la voce di una volta - non sono come certi miei colleghi che abbassano le tonalità – ma non il fisico. Devo accettarlo.

Quindi avremo un Danilo Sacco solista?
Difficile pensare che io viva senza musica, quindi penso che sarà così, ma non so né come né quando. Per ora scrivo canzoni. Sono felice di poter dedicare un po' di tempo alla scrittura. Per quasi vent'anni il Danilo cantante ha involontariamente oscurato il Sacco autore. Scrivo canzoni nude senza sapere che abito musicale avranno. Ho messo su un piccolo studio di registrazione che funziona contro la modernità: un piccolo mixer analogico e tanti tappeti. Scrivo e canto davvero a livello terra terra, anche fuor di metafora. Voglio ripartire così.

Cosa ti mancherà di più?
Il popolo nomade. Chi non lo conosce non può capire. I nostri fan sono un dono del cielo. I primi anni sono stati duri, ma era logico: arrivavo dopo Augusto e non ero ancora Danilo. Spero non mi abbandonino. Di certo non tradirò i loro e miei ideali. Sai quante volte alcuni dei più famosi gruppi italiani mi hanno chiesto di lasciare i Nomadi e diventare il loro cantante?

Sì, lo so. E forse è anche arrivato il momento di fare qualche nome.
Ma no. Anzi, li ringrazio per aver pensato a me. Potevo passare dal repertorio di un grande come Guccini al repertorio di un altro grande come lui, forse persino di più. Mai nemmeno lontanamente pensato.

Chi è Danilo Sacco?
Uno venuto abbastanza male. Avrei voluto essere un eroe, un cavaliere senza macchia e senza paura. Invece sono un uomo a volte molto debole e insicuro, però con un senso dell'onore fortissimo. Darei la vita piuttosto che tradire un amico. Ho una voce forte, ma l'animo è fragile. Come spesso capita ai cantanti, che danno voce alla loro vulnerabilità.

Cosa ti fa stare bene?
La mia terra. Questa casa. I libri. Sono un acquirente compulsivo. Compro più libri di quanti ne potrò mai leggere. I libri sono come i dischi: hanno un potere taumaturgico. Ti fanno stare bene con il contenuto ma anche con la forma.

Andrai a vedere i Nomadi con un altro cantante?
Puoi scommetterci le palle. Anche se so che i primi mesi starò male come una bestia. Sono sicuro che il nuovo cantante sarà bravissimo, però vederlo lì al posto mio mi farà male. Sarò gelosissimo. Sarei un'ipocrita a dire il contrario, perché 19 anni non si cancellano in un attimo. Anzi: non si cancelleranno mai.

Che cosa hai trovato in questi 19 anni e che cosa non sei riuscito a trovare?
Ho trovato l'elettricità che accende la vita. Ho trovato il pane giusto per il mio ego, pensa solo a "Dio è morto" davanti a 800mila persone al Primo Maggio. Ho trovato quel momento pieno in cui capisci che il tuo ego non conta più nulla e che quello che conta è il mondo che hai costruito attorno a te. Ho trovato il successo e grandi persone come il Dalai Lama. Non ho trovato me stesso. Almeno non tutto me stesso.

Se ti chiedessero di salire sul palco e fare due canzoni, quali vorresti fare?
Sicuramente "Trovare Dio". E poi "La canzone della bambina portoghese". Ma forse mi accontenterei di sentir cantare la gente al posto mio. In fondo, io sono sempre stato uno di loro, anche se ero sul palco.

Massimo Cotto


LETTERA DI BEPPE CARLETTI  27.11.2011 TRATTA DA WWW.NOMADI.IT

Ciao a tutti.
Ammetto tutti i miei limiti: un pò per motivi generazionali, un pò per motivi personali non mi sono ancora abituato a Internet e ai cosiddetti Social Network. Lo ammetto sinceramente: non mi attraggono, non mi piacciono granché. Ma ne prendo atto. Oggi la comunicazione gira così. Da anni gestisco la mia personale comunicazione attraverso incontri, cene, interviste, ma anche tante telefonate fiume, sms. E continuo a farlo, perché è il modo in cui mi sento a mio agio: guardare negli occhi la gente, sentire la voce vera, metterci la firma, il nome e la faccia.
Purtroppo, oggi, tanta gente usa la comunicazione dei social network per nascondere la firma e la faccia e per insultare, insinuare e giudicare gratuitamente. C'è addirittura qualcuno che mi definisce "fascista", altri che mettono in discussione la veridicità delle nostre iniziative di solidarietà e altri che se la prendono con l'azienda Nomade, quasi come se un'azienda fosse motivo di vergogna.
Quando c'era Augusto tra noi i ruoli erano ben chiari e definiti naturalmente. Lui si è sempre occupato della comunicazione e io della parte più amministrativa. Con la massima fiducia reciproca, quello che andava bene a lui andava bene anche a me e viceversa.
Già, perché i Nomadi sono sempre stati anche un'azienda. Inevitabilmente. Eravamo e siamo dei professionisti e la musica è allo stesso tempo il nostro mestiere e la nostra passione. Certo, è un'azienda particolare, in cui il bilancio cosiddetto sociale vale di più di quello economico e questo lo sappiamo bene. Questo per rispondere a chi spesso mi accusa sprezzantemente di essere il padrone di un'azienda. Non capisco dove sta l'offesa. E' il mio lavoro, lo è sempre stato, è il lavoro di tante persone che collaborano con i Nomadi. Era anche il lavoro di Augusto. Me ne prendo cura con onestà e senso di responsabilità, sapendo che ci sono decisioni non facili da prendere e la memoria di persone speciali da rispettare.
D'altronde gestire un gruppo musicale in modo dilettantistico comporterebbe il rapido declino del gruppo stesso, per l'evidente necessità di organizzare, programmare e pianificare calendari, dischi, concerti, tutto insomma.
C'è l'azienda, poi soprattutto c'è il Cuore. Il Cuore nomade. Quello delle idee, quello della passione, quello del Popolo Nomade, quello che forse ha distinto i Nomadi da tutti gli altri che fanno musica. E' un cuore grande, che ha conosciuto gioie e dolori, soddisfazioni e ostacoli. E' il cuore che batte sempre, che continua incessantemente. E' il cuore che ci siamo portati sul palco il 1° luglio del 1990, dopo un anno di stop forzato, quello che ci siamo portati sul palco dopo pochi giorni dalla scomparsa di Dante, quello che ci ha dato la forza di continuare nei mesi più duri della malattia di Augusto e che ci ha fatto tornare dopo pochi mesi dalla sua scomparsa.
In tutte queste tappe abbiamo sicuramente perso degli amici che non hanno condiviso le nostre scelte, ma ne abbiamo trovati altri che si sono uniti al viaggio e altri ancora che abbiamo perso e poi ritrovato. Senza rancore. E' la vita e non si può pretendere di piacere a tutti o di raccogliere sempre consenso.
Recentemente un fans club mi ha fatto un regalo bellissimo: un collage fotografico di tutti i musicisti che sono stati parte dei Nomadi. Me lo sono portato a casa e l'ho guardato a lungo: quanti volti, quanti anni, quanta storia. Alcuni di loro forse tante persone che ci seguono neppure li ricordano. Forse è giusto così. I Nomadi non saranno mai ricordati per le facce, per il gossip, per gli scandali ma solo per una cosa: LE IDEE, IL SUONO DELLE IDEE. Sta tutto qui e io continuo a crederci tantissimo.
Saluto e ringrazio Danilo che ha condiviso un pezzo importante di viaggio e un pezzo di cuore Nomade. Ma il viaggio continua perché il cuore nomade continua a battere.
I Nomadi stanno per tagliare il traguardo dei cinquant'anni e se ci penso mi vengono quasi le vertigini. Cinquant'anni fatti di gente, chilometri, strade, palchi ed emozioni, tantissime emozioni. Che meravigliosa avventura. Ma più del passato, è bello pensare a quello che ci sarà dietro la prossima curva, oltre la salita. Mi chiedo spesso cosa avrebbe detto e pensato Augusto. Sicuramente parole semplici perché riusciva a comunicare pensieri complessi anche in poche semplici parole. Chiudeva ogni concerto dicendo "E' stato bellissimo". Semplice, diretto, ma vero. E allora io voglio pensare che oggi dovremmo dire "Sarà ancora bellissimo".
Sempre Nomadi
Beppe Carletti TRATTA DA WWW.NOMADI.IT

 

 DANILO KAKUEN SACCO GRAZIE DI TUTTO

GRAZIE DANILO PER AVERCI FATTO DA COLONNA SONORA CON  LA TUA MAGNIFICA VOCE  IN QUESTI 18 ANNI E  GRAZIE PER TUTTE LE EMOZIONI CHE COME UOMO CI HAI FATTO VIVERE , GRAZIE PER AVERCI FATTO CONOSCERE DURANTE I CONCERTI TANTI MERAVIGLIOSI AMICI CHE CI PORTIAMO ANCORA OGGI NEL CUORE ...  GRAZIE PERCHè QUANDO VENIVI DA NOI IN TICINO AVEVI SEMPRE DEL TEMPO DA DEDICARCI ... GRAZIE E ANCORA GRAZIE, DAL PROFONDO DEI NOSTRI CUORI UN GRANDE ABBRACCIO E UN ARRIVEDERCI ...A PRESTO ...

NOMADI FANS CLUB DALLA SVIZZERA LIBERI DI VOLARE

 


Beppe, Daniele, Cico, Massimo, Sergio, Maurizio e tutto lo staff prendono atto solo ora della decisione di Danilo di lasciare il gruppo.
Le motivazioni di questa scelta sono solo dentro di lui. Gli auguriamo buona fortuna.
Siamo comunque tutti insieme a dirvi che LA STORIA DEI NOMADI CONTINUA, forte piu' che mai
SMS di Beppe Carletti del 24 nov 2011 08:05
 
VENGONO CONFERMATI TUTTI GLI IMPEGNI PRESI
PER I CONCERTI FINO A FINE DICEMBRE


DANILO SACCO – Voce dei Nomadi Lascia il Gruppo dopo 18 anni di Danilo Sacco - gio 24 nov 2011, 06:44
COMUNICATO STAMPA:

DANILO SACCO – Voce dei Nomadi Lascia il Gruppo dopo 18 anni


Danilo Sacco, entrato negli storici NOMADI nel 1993 dopo la prematura scomparsa del carismatico co-fondatore del gruppo Augusto Daolio, dopo quasi vent'anni di emozioni, lotte, gioie, e musica, ha deciso di lasciare. Le ragioni di questa decisione verranno rese note quanto prima per chiarezza e rispetto verso tutti coloro che lo hanno, ed hanno sostenuto con tanto amore sia Danilo che i Nomadi!
Dal 1° gennaio 2012 quindi, Danilo Kakuen Sacco non sarà più il cantante dello storico gruppo emiliano.


 

Oggi di Danilo Sacco - gio 24 nov 2011, 12:12
OGGI.

Oggi il cielo è meravigliosamente limpido dove vivo.
Oggi l'aria è fresca ed un vento novembrino sembra entrarti nelle ossa come un folletto impertinente accarezzandoti la pelle sotto il pesante maglione irlandese. Ah magica Galway..
Da qualche parte si ode una risata, delicata, soffusa, pudica, come è tradizione della gente del mio villaggio.
Qualcosa è andata bene.
Forse è nato un vitellino.
Fa freddo e raccolgo le ultime pigne.
Sono un combustile perfetto per accendere il camino e la stufa. E' un peccato sprecarle.
La natura ci da così tanto e noi a lei così poco...
Passa un vecchio trattore e due persone mi salutano.
Mi gridano qualcosa ma non riesco a capire.
Il rumore del motore è così forte che mi stordisce...
Questo mio villaggio è talmente silenzioso che persino il sussurro di una farfalla può essere udito da chiunque. Ma gli occhi delle due persone sul vecchio trattore, mi comunicano allegria e buone notizie per qualcuna delle poche famiglie che qui vicino vivono da generazioni.
Questo basta.
Ed io rido.
Ma di cuore.
Nonostante i pezzi di ricambio il mio cuore è ancora pulsante e forte.
Sono felice perchè loro sono felici.
Va tutto bene.
Io vivo così da tutta la vita.
Non posso vivere in nessun altro modo.
Ci ho provato ma ho miseramente fallito.
Forse mi sarebbe piaciuto fare l'uomo di mondo, ma non ci sono riuscito.
Sono troppo stupido e provinciale ed in ultima analisi, troppo prevedibile.
Sono tornato o casa, dalle mie radici.
Questo sono.
Ne più, ne meno.
Ogni mattina il piccolo bar dove vado mi prepara il miglior caffè del mondo ed i sorrisi degli anziani seduti ai tavoli a parlare mi danno una forza inimmaginabile.
"Tu sei il nostro orgoglio" mi dicono..
"Tu hai visto il mondo, com'è il mondo?"
Un tempo mentivo perchè in fondo volevo solo raccontare storie e sentirmi importante.
Ora non più.
"Il mondo è qui... non c'è altro"

Non vi è altro di così dolce che accendere il camino durante una notte di neve fresca e profumata che turbina in fiocchi iridescenti quasi in un vortice freddo e blu elettrico, tanto da darti una meravigliosa vertigine mentre la tua pelle incontra la pelle profumata della persona amata a cui hai votato la tua intera esistenza..
Cosa vi è di più appagante?
Fama, denaro, consenso sociale?
Spettri..
Solo spettri che prima o poi, dopo averci succhiato ogni energia vitale ci lasceranno semplicemente soli. Soli.
Questo è il mio villaggio.
Vecchio di più di mille anni.
Io vivo qui e qui voglio morire.
Sò bene di essere prolisso e la descrizione di questi magici posti ove vivo è solo un pallido simulacro di ciò che vorrei esprimere, ma amici ed amiche mie, permettemi in cuor mio di rivolgere a tutti voi una preghiera.
Lasciatemi declamare per l'ultima volta il sapore del latte con cui sono stato nutrito con la speranza che noi tutti si riscopra un domani, la magia della vita, fino a perderci sul confine che separa sogno e realtà, giacchè, credetemi, è in questo regno oltremare ed oltreverso che risiede la reminescenza.
Niente sogni? Niente umanità!

A questo punto, qualche buona persona potrebbe obiettare, pur con l' animo in conflitto (e questo, per Giove, Saturno ed Iperione, lo sento..), ma questo vecchio cantante, cos'ha fumato?
Beh, miei cari amici, nulla ho fumato, giacchè troppa paura ho avuto sul tavolo di ferro durante la mia malattia. Non fumo più e comunque nè ho mai fatto uso di particolari sostanze psicotrope tranne (e di ciò mi perdonerete, miei buoni amici) qualche magia di Bacco di tanto in tanto..
Anzi no..
Dato che siamo in questo momento in vena di confidenze, a questo punto devo confessarvelo..
Mi sono drogato per anni..
E' inutile negarlo.
Ora basta.
Sarò sincero fino in fondo con tutti voi dato che ciò che stò per dire sarà per me una liberazione immane, titanica, una pulizia dell'anima.
Fin dall'età di sei anni mi sono drogato.
Ho cominciato con un libro, e poi un'altro, ed un'altro ancora, fino a che non ho più potuto opporre resistenza e ora sono purtroppo totalmente assuefatto dalla voglia di conoscenza.. Per Minerva..
Colleziono idee.
O forse..... Sogni?

Per molti, questo modo di comportarsi non è consono, non è etico ed in una parola non è normale.
Ma mi chiedo..
Chi è che decide che cosa è normale e cosa non lo è?
Dov'è il giudice supremo che dall'alto del suo scranno dorato legifera dicendo "Questo va bene e questo non va bene?"
E poi, chi controlla il controllore? Chi legifera sul legiferante? Mi vengono in mente le illuminate parole di Voltaire, il quale parlando con una persona di cui non condivideva le idee , disse : "Signore, non sono d'accordo con le vostre opinioni ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirle.."
Questo è il mio SOLO sogno.
Un sogno tangibile.
Un sogno fatto di democrazia, tolleranza, coscienza, e sopratutto CONDIVISIONE.
Un mondo in cui non esista paura (la paura è contagiosa), dove non esista sopraffazione, e dove, in ultima analisi, ciascuno possa dire la sua alzando nel consesso la propria nobile voce nel silenzio rispettoso degli astanti.
Che giuramento portentoso sarebbe, se chiunque di noi si impegnasse sin d'ora a lavorare per questo scopo, per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti..
Un posto in cui le idee sono la vera ricchezza.
Utopia?Forse.

Amici miei, miei Capitani.. Perdonate la mia arroganza, la mia irruenza e la mia vecchia giovanile stoltezza ma in cuor mio vi dico che un uomo deve prima o poi confrontarsi con l'immagine che lo specchio gli rimanda.
Il mio mi rimanda l'immagine sbiadita di un ragazzo anziano, ( perdonatemi gli ossimori..) che sta cercando qualcosa. Cosa, nemmeno lui lo sa.
Fra qualche mese compirò quarantasette anni.
Cominciano ad essere molti.
Ai concerti vedo tanta gente che neppure era nata quando ho cominciato..
E' tempo di lasciare spazio ai giovani..
Ho passato diciotto anni con il più grande gruppo in cui potessi vivere ed ho servito a volte sbagliando, a volte con animo ignavo e greve, a volte distrattamente, ma se, amici miei, mi concedete quartiere, ho servito sempre con onore e con il massimo della sincerità che il mio cuore e la mia anima potessero offrire...
Oltre non posso andare.
Il mio tempo è concluso.
Essere il cantante dei Nomadi è il più grande onore che si possa riconoscere a qualunque professionista della musica.
E' come l'amore.


Non sai spiegare che cos'è, ma quando lo vivi, comprendi che è qualcosa di magico, di eterno, di totalizzante.
Purtuttavia, questo immenso onore richiede un grande tributo che io, in cuor mio, non posso più pagare.
Ho paura di sbagliare, ho paura di non poter essere più il cantante che tutti voi conoscete ed avete conosciuto.
L'età avanza a passo di carica prussiana.
Non posso sopportare l'idea di non potervi più dare il massimo del massimo.
Voglio essere ricordato come un campione.
Non voglio decadere lentamente..
Ho sempre sostenuto, e voi tutti ne siete testimoni, che il giorno stesso in cui mi fossi accorto di non poter dare più il cento per cento, mi sarei ritirato in un angolo a pensare, e così ho fatto.
Ho riflettuto molto.
Adoro la storia di Rocky Marciano...
Non posso mentire a me stesso, ne voglio essere un peso per nessuno perchè sò che prima a poi questo avverrebbe, ed è inevitabile.
I Nomadi hanno bisogno di essere liberi come puledri scalcianti, suonare tanto e toccare ogni dove come una fresca acqua che lambisce dune riarse.
I Nomadi sono un movimento di idee, come disse Daniele Campani e dunque non ci appartengono più. Sono stanco miei Capitani.
Ho bisogno di pensare per un pò.
Voglio stare vicino a mio Padre, al monastero, a mia Madre ed ai miei Maestri.
Non potrei darvi più nulla se io stesso sono vuoto.
La musica non è la vita ma uno degli aspetti della vita. Oltre gli studi di registrazione, cè un mondo immenso che vorrei esplorare per la prima volta...
Per quasi vent'anni ho cercato di dare il massimo ed ora il serbatoio della mia anima è esaurito.
Devo ricaricarmi.
Sarei un ipocrita a dire che va tutto bene e vi mancherei di rispetto se lo facessi.
No.
Non va tutto bene.
Devo fermarmi.
Miei amici, miei Capitani, vi prego dal profondo del cuore che mi è rimasto, anzi, VI SUPPLICO di perdonarmi.
Il treno dei Nomadi mi ha portato ovunque, ma la mia stazione di arrivo è fissata per il primo gennaio 2012. Li dovrò scendere dalla carrozza che così amorevolmente mi ha sostenuto ed accompagnato per diciotto lunghi e fantastici anni.
Da quel momento sarò solo in una stazione qualunque, con lo sguardo pensieroso e speranzoso ed il mio bagaglio di sogni e cartone.

Un uomo qualunque ( e per Perdio, vedremo in quel momento dove sono i miei "amici"wink.
I miei parenti per parte di Padre emigrarono in Texas, i miei parenti per parte di Madre in Australia.
Siamo solo una famiglia di emigranti.
Io sono stato ESTREMAMENTE fortunato.
Ho avuto ogni cosa ma nessuno mi ha mai regalato nulla..
Nonostante tutto, ripeto, ho avuto una vita fin troppo privilegiata solo perchè ho avuto il culo di saper cantare..
Purtuttavia volevo darvi tanti sogni e qualcuno, concedetemelo, forse l'ho anche dato.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che involontariamente ho offeso lungo il corso di questi meravigliosi anni.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che da me si aspettavano qualcosa che non ero in grado di dare.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che in cuor loro volevano ancora sognare con me.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che a questo punto si sentono abbandonati.
Così non è..
Parimenti chiedo scusa a tutti coloro che mi hanno sempre avversato e sputtanato, perchè mi rendo conto di fare loro un ulteriore torto.
Ritirandomi, invero, come passeranno il loro tempo?
Beh, qualcuno da sputtanare c'è sempre..
Che vadano a vampirizzare qualcun altro..
A questo proposito, a ciascuno di loro, risponderò personalmente quando lo riterrò opportuno .
Amici..
Miei Capitani.
Vorrei ringraziare tutti Voi per l'appoggio, l'amore, l'affetto che ho ricevuto per diciotto lunghi, stupendi, meravigliosi anni.. Sono stati gli anni migliori della mia vita, ricchissimi di episodi, avventure musicali, lotte, gioie, sogni, utopie e follie.....
Giacchè anche di follie si nutre l'intelletto umano..
Parimenti vorrei ringraziare tutti i miei meravigliosi compagni Nomadi, per ciò che abbiamo condiviso e realizzato in anni ed anni di musica.
Sono stati i migliori compagni che un uomo potesse sognare di avere.
Comincia una nuova vita.
Una nuova avventura.
Dovrò riflettere molto.
Passerà un pò di tempo prima che ci rivedremo ma il ricordo che avrò di tutti Voi mi accompagnerà per sempre.
Questa è una promessa.
Questo è un giuramento.
Miei Capitani , io vi saluto.
E mi inchino davanti a tutti voi.
Amici o nemici che siate.
Grazie.



"L'ALTRA META DELL'ANIMA"
Dal 22 Novembre 2011 in tutti i negozi in edizione limitata
Milano, 18 novembre 2011
Ufficio stampa Nomadi: Riccarda Meda rimeda@nomadi.it 335497909

Una sorpresa per i fans dei Nomadi, anzi una doppia sorpresa. Beppe Carletti esce il 22/11/2011 con un CD in cui e' protagonista assoluto, senza l'ausilio del suo storico gruppo, e nel quale rivela un aspetto intimo e sconosciuto del suo carattere.

L'album, distribuito da Artist First si intitola infatti "L'ALTRA META' DELL'ANIMA" - ed e' composto da tredici brani strumentali inediti che sollevano il velo su emozioni, fragilita' , sentimenti e pensieri che appartengono alla sua anima nascosta.

"Questo e' un progetto che coltivavo da tempo - racconta Beppe - un sogno maturato e cresciuto, durante questi lunghi anni di vita e di musica, lungo le strade del mondo, e che oggi finalmente sono riuscito a realizzare".

L'album infatti e' dedicato interamente alla sua famiglia, ai suoi amici e compagni di viaggio e a tutti coloro che gli hanno sempre dimostrato amore e sostegno.

DAL 7 GIUGNO IL NUOVO ALBUM DEI NOMADI

CUORE VIVO

 

da venerdi' 13 maggio 2001 in radio il primo singolo
"TOCCAMI IL CUORE"
contenuto nel nuovo album
CUORE VIVO
in uscita ai primi di giugno

Nuova linfa ha alimentato il Cuore dei Nomadi, consapevoli del ieri e dell'oggi e "TOCCAMI IL CUORE", brano inedito, sarà il primo singolo, in radio da venerdì 13 maggio, estratto dal nuovo album "CUORE VIVO" (NOMADI/distribuito da Artist First).
Il nuovo progetto dei NOMADI, il primo totalmente autoprodotto, conterrà 8 brani storici della band e 2 inediti.

LA TRACKLIST DEL NUOVO CD

 

    Un Po' Di Me (1973)
    Mamma Giustizia (1973)
    Un Figlio Dei Fiori Non Pensa Al Domani (1967)
    Isola Ideale (1974)
    La Storia (1977)
    Non Dimenticarti Di Me (1971)
    Noi (1967)
    Fatti Miei (1975)
    Toccami Il Cuore (2011)
    Cosa Cerchi (2011)


Nomadi in concerto, straordinario Album Live inedito dei Nomadi con il grande Augusto Daolio

Ideale seguito del mitico doppio LP dal vivo "Nomadi in concerto" del 1987 e recuperato dagli archivi storici, viene pubblicato il 10 maggio, uno straordinario album live inedito dei Nomadi a distanza di più di 20 anni dall'ultimo disco dal vivo con Augusto Daolio.
Nomadi in concerto
"Canzoni nel vento" (Rhino/Warner Music), questo è il titolo dell'album, raccoglie, infatti, brani cantati nei concerti tenuti a Cremona, Casal Romano (MN) e Lugo (RA), tra l'estate del 1987 e l'estate del 1989 con la voce dell'indimenticato Augusto Daolio e la formazione storica (Augusto Daolio – voce; Beppe Carletti – tastiere; Dante Pergreffi; Gianpaolo Lancellotti – batteria e Cristopher Dennis – chitarra).

Questa la tracklist:

Il fiore nero
Riverisco
Tu che farai
Il seme
Canzone del bambino nel vento (auschwitz)
Aiutala
Il paese delle favole
Sera bolognese
I tre miti
Gordon
Costa dell'est
Ho difeso il mio amore (night in white satin)
Io vagabondo

I Nomadi sono una delle più conosciute e longeve band della musica italiana. Fondati nel 1963 dal tastierista Beppe Carletti e dal cantante Augusto Daolio hanno pubblicato più di 40 album dischi in quasi 50 anni di attività.

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