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ALLO SPECCHIO

 

con oltre 35'000 copie vendute in meno di 7 giorni  il nuovo cd è disco d'oro

 

 

 

è USCITO IL NUOVO VIDEOCLIP DEI NOMADI LO SPECCHIO TI RIFLETTE

LO SPECCHIO TI RIFLETTE
(El espejo te delata)

 

Lo Specchio Ti Riflette : Turtoro, Pompilio (Ca)/Carletti, Giuseppe (C)/Campani, Daniele (A)

adattamento in spagnolo P. Donés Cirera


DUE RE SENZA CORONA

 

RADIO FILE

NOMADI OSPITI DA MARIO LUZZATTO FEGIZ 12.04.2009

con oltre 35'000 copie vendute in meno di 7 giorni  il nuovo cd è disco d'oro

Musica/ Il cd "Allo specchio" dei Nomadi è disco d'oro
L'album contiene 10 canzoni inedite che parlano della vita

Roma, 14 apr. (Apcom) - Il nuovo disco dei Nomadi, 'Allo specchio', entra al terzo posto nella classifica di vendita (Fonte Fimi/Nielsen di oggi)ottenendo il disco d'oro. Anticipato in radio da 'Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)', l'album arriva a tre anni di distanza dall'ultimo disco di inediti: 10 canzoni legate tra loro dal tema comune della vita nelle sue varie sfaccettature. Ad esempio si va dal tormento per un amore soltanto sfiorato ("Qui") alla sofferenza di una donna schiava del proprio amore ("Prenditi un po' di te"), dalla rabbia per un amico perso nell'ennesima guerra inspiegabile ("Senza nome") alla ribellione verso chi vuole impedire di essere artefici del proprio destino ("La vita è mia") ect. I nomadi il 19 aprile saranno in concerto a Firenze (Teatro Saschall), mentre il primo maggio saranno a Roma per il tradizionale appuntamento a Piazza San Giovanni.


Come ogni settimana parliamo di classifica Fimi/Nielsen.
Nella settimana di riferimento, che va dal
03-04-2009 al 09-04-2009 , si riconferma in prima posizione Renato Zero con Presente e al secondo posto Gianna Nannini con Giannadream. Al terzo posto invece troviamo i Nomadi con Allo Specchio che fanno così scivolare gli U2 in quarta posizione.

Di seguito troverete la top 10 Fimi/Nielsen della settimana di riferimento

   1. Renato Zero - Prensente
   2. Gianna Nannini - Giannadream
 
  3. Nomadi - Allo Specchio
   4. U2 - No Line on the Horizon
   5. Pino Daniele - Electric Jam
   6. Tiziano Ferro - Alla mia età
   7. Arisa - Sincerità
   8. Giusy Ferreri - Gaetana
   9. Diana Kralla - Quiet Nights
  10. Antonello Venditti - Le donne

ALLO SPECCHIO IN  CLASSIFICA

SETTIMANE IN  CLASSIFICA

DATA

POSIZIONE CLASSIFICA  FIMI/NIELSEN

**00° - uscito  dalla classifica FIMI/NIELSEN

1

dal 08-04-2009 al 14-04-2009

2

dal 15-04-2009 al 21-04-2009

3

dal 22-04-2009 al 28-04-2009

4

dal 29-04-2009 al 05-05-2009

16°

5

dal 06-05-2009 al 12-05-2009

16°

6

dal 13-05-2009 al 19-05-2009

19°

7

dal 20-05-2009 al 26-05-2009

28°

8

dal 20-05-2009 al 26-05-2009

28°

tratto da www.nomadi.it

DUE RE SENZA CORONA

Mei, Andrea (C)/Carletti, Giuseppe (C)/Cerquetti, Lorella (A Vecchi, Massimo (A)


Il "mistero" della 12esima traccia

Chi era presente ai concerti di "lancio" del nuovo disco, e' rimasto incuriosito da una canzone mai sentita nel repertorio Nomade. Ecco sorgere domande su questo brano, come e' nato, dove trovarlo...
Il dodicesimo inedito e' intitolato "Due re senza corona" e rappresenta una bonus track per chi scarica l'album "Allo specchio" in forma digitale da I.Tunes
(disponibile online su I.Tunes dai prossimi giorni).

 

LO SPECCHIO TI RIFLETTE (P.Turtoro- G.Carletti - D.Campani - adattamento in spagnolo P. Donés Cirera)

"Per ogni dubbio c'è una porta chiusa
Per ogni porta le sue chiavi
Se capovolgi il mondo lo specchio ti riflette"

Gli errori che facciamo si riflettono sempre su di noi. Per fortuna, anche le azioni positive. La vita è come la terra: deve essere coltivata. E si raccoglie sempre ciò che si semina. Il primo singolo del disco ha un arrangiamento latineggiante pensato a prescindere dal duetto con Jarabe De Palo, che abbiamo invitato quando la canzone era già finita. Sono contento di questa collaborazione, perché Jarabe De Palo è un nomade di pensiero.


LA DIMENSIONE (A.Mei - L.Cerquetti - M.Vecchi - G.Carletti)

"E rivedo i miei vecchi
Abbracciati camminare che si tengon per mano
E mi accorgo che non passa nulla invano"

E' una canzone d'amore per la vita. E' una gran ballata con suoni naturali dati dal pianoforte, l'organo Hammond, fino all'assolo finale con la chitarra acustica. Attraverso immagini poetiche raccontiamo quello che per noi e il senso della vita.


PRENDITI UN PO' DI TE (M.Vattai - G.Carletti - M.Vecchi)

"Donna di un uomo che uomo non sara' mai
E pensa di avere vinto
Prenditi un po' di te
Non e' mai finita
Non vale una vita"

Una canzone orgogliosamente femminista, nella quale la protagonista viene esortata a non inchinarsi a qualunque volere di lui, ma conquistare i suoi legittimi spazi di liberta'. Il rispetto per la donna è importante... fondamentale. Non possiamo sentirci superiori a lei solo per il fatto che siamo uomini, perché senza la donna non esisterebbe l'uomo. Il testo scritto da Marzia Vattai è piaciuto subito a tutti, infatti Danilo ne ha dato una grande interpretazione. Musicalmente è una ballad rock molto dura: l'intro con il pianoforte - uno Steinway autentico - accentua lo spirito drammatico, poi la rabbia della donna si sfoga nella chitarra rocciosa.


IN QUESTO SILENZIO (A.Mei - L.Cerquetti - M.Vecchi - G.Carletti)

"Ogni suono ha un eco immenso
Pagine bianche in attesa
Di un gesto un movimento"

Nel silenzio c'è un mondo infinito e libero. La poesia di questo brano è nella semplicità del testo; mentre il ritmo viaggia veloce su tastiere, Hammond e chitarre elettriche. È una delle due tracce del cd "Allo specchio" cantate da Massimo Vecchi, che ha una voce dura, ma capace di trasmettere incredibili emozioni.


QUI (G.Carletti - S.Reggioli - M.Petrucci)

"Qui non passa più niente
Qui non passa la gente
Qui non passa che il tempo
E si scioglie in un momento
Perché qui
È passato l'amore ad un passo da me"

Una ballata struggente sulla sofferenza di un uomo, che ha sfiorato l'amore della sua vita senza riuscire ad afferrarlo. Questa canzone mette i brividi: è pura poesia. Infatti Danilo la interpreta quasi recitando le strofe tutto d'un fiato, accompagnato solo da pianoforte e violino.


LA VITA È MIA (S.Tagliati - G.Martellieri - M.Arveda - G.Carletti - S.Reggioli - C.Falzone)

"Se non è questo che vuoi
Alzati e grida con noi
Il mondo gettatelo via
Ma la vita giù le mani quella è mia"

Un grido di ribellione nei confronti di questa società dove l'apparenza di una bella cravatta conta più della sostanza dell'anima. I padroni della Terra stanno uccidendo il nostro mondo: aprono centrali nucleari... gettano petrolio nel mare... distruggono tutto ciò che l'uomo ha faticosamente costruito. La gente comune deve tornare a essere l'artefice del proprio destino. È utopia, lo sappiamo. Però è un'utopia senza cui non ha senso vivere. È il secondo brano cantato da Massimo Vecchi: fisarmonica e violino creano un'atmosfera da festa gitana.


SENZA NOME (M. Vecchi - D. Sacco - G. Carletti)

"Tenendo il cuore dentro un blindato
Io sorridevo ma qualcuno ha mirato
E poi un'ombra di nascosto ha sparat0"

Un rock duro e drammatico per esprimere la rabbia, oltre che la tristezza, per la perdita di un amico. Abbiamo scritto questa canzone espressamente per Giovanni Pezzullo, ucciso durante una missione di pace in Afghanistan. Attraverso il ricordo di questo nostro amico, la canzone è dedicata a tutte le persone che mettono in gioco la propria vita per aiutare gli altri. L'ultimo accordo del brano è il suono di un organo in minore, che sottolinea la tragedia di una morte inspiegabile e inutile. Come tutte le morti in tutte le guerre sparse nel mondo.


NON SO IO MA TU (M.Arveda - M.Greghi - I.Munari - G.Carletti - C.Falzone - D.Sacco)

"Sorretti dal timore che tutto può finire
Cerchiamo una ragione che ci spinge a continuare"

I sogni sono l'energia vitale di ogni essere umano. Anche quelli che non si realizzano, perché comunque sono uno stimolo ad agire per migliorare la propria esistenza. Un uomo senza sogni è un uomo senza aspirazioni, speranze, ideali, obiettivi sempre nuovi da conquistare... è un uomo finito. L'arrangiamento è rock come sono rock gli U2 e nei fraseggi della testiera c'è un'impercettibile citazione dei Beatles.


IL BALLO DELLA SEDIA (D.Sacco - M.Vecchi - G.Carletti)

"Quel che cerchi lo sai
Di gente da fregare ne hai
Il signore della sedia comunque sarai"

I nostri politici sono talmente attaccati alla loro sedia, al simbolo del potere che hanno sotto il sedere, da non riuscire più a distinguerne i diversi colori. Per loro, ormai, una sedia vale l'altra, lasciandosi trasportare dal vento politico senza più un briciolo di coerenza. Naturalmente ci sono anche le eccezioni; ma al gran ballo della sedia partecipano in tanti... in troppi... c'è solo l'imbarazzo della scelta. È un blues che vibra fra pianoforte, Hammond e chitarre fino al coro gospel finale.


IL NULLA (D.Campani - D.Sacco - G.Carletti)

"Aiutatemi per Dio
Sono un uomo pure io
Non capisco che paura possa farvi
Questo mio male"

La disperata richiesta di aiuto di una persona insana di mente. Un atto d'accusa contro l'indifferenza generale verso questi individui, che non sono pericolosi per il prossimo, ma semplicemente malati. E spesso la cura è semplice: le giuste dosi di affetto, attenzione e comprensione. È l'unica canzone del disco interamente suonata al computer, che crea un crescendo enfatico attraverso le suggestioni di un flauto. In concerto faremo un nuovo arrangiamento per adattare il brano agli strumenti reali.

DUE RE SENZA CORONA

(A.Mei (C)/G.Carletti(C)/L.Cerquetti(A)/M.Vecchi(A)
"Siamo una cosa sola, due re senza corona,un'equilibrio perso sotto questo cielo ,siamo una cosa sola, due foglie contro vento, due specchi con un solo fuoco di riflesso , solo una voce, solo una voce….. il tempo è un cerchio che muove lentamente, le leve del gioco della vita da vivere insieme, ed ecco la storia, la storia… un filo breve che ci lega …. Siamo una cosa sola, due re senza corona"
12° traccia non inserita nel cd ma in vendita solo su ITUNES

tratto da www.nomadi.it

IL NUOVO CD DAL 3 APRILE 2009

 

 

clicca qua per ascoltare qualche spezzone del nuovo album

LO SPECCHIO TI RIFLETTE
(El espejo te delata)

Lo Specchio Ti Riflette : Turtoro, Pompilio (Ca)/Carletti, Giuseppe (C)/Campani, Daniele (A)

adattamento in spagnolo P. Donés Cirera

non effettuiamo scambi di file musicali in quanto non in nostro possesso ma situati su altre fonti esterne al nostro sito

Il nuovo singolo, in radio dal 20 marzo 2009, vede i Nomadi duettare con Jarabe De Palo in un arrangiamento latineggiante e, con parte del testo in spagnolo, curato dallo stesso Jarabe.
Esso anticipa il nuovo album di inediti "ALLO SPECCHIO" in uscita il 3 aprile

 

 

VAI ALLA PAGINA DEL TOUR 2009

 

Musica: Nomadi, il 3 aprile il nuovo album 'Allo specchio'

MILANO - Si intitola 'Allo specchio' il nuovo album di inediti dei Nomadi. Il disco e' atteso il 3 aprile e viene anticipato dal singolo 'Lo specchio ti riflette' (El espejo te delata), duetto con gli spagnoli Jarabe de Palo in radio dal 20 marzo. Oltre a questa canzone, ci saranno altri nove brani inediti, che giungono a tre anni dal precedente 'Con me o contro di me'.


I Nomadi in concerto : anteprima nuovo disco "Nomadi allo specchio"
Quarantasei anni e non li dimostrano... I Nomadi continuano infatti ad essere uno dei gruppi italiani di più grande successo capaci di far accorrere e cantare a squarciagola, ancora dopo tanti anni, migliaia di fans letteralmente innamorati del gruppo, della loro musica e dei valori sociali ed etici che attraverso le loro canzoni diffondono. La vitalità del Gruppo è testimoniata anche dalla capacità di continuare a scrivere bellissima musica e testi di grande profondità e poesia. Perché per i Nomandi "C'è un'altra storia da dire, una favola da raccontare... una pagina da inventare...", come canta una delle loro più famose canzoni. Il prossimo 3 aprile sarà lanciato, con una grande conferenza stampa-evento, il nuovo disco del gruppo dall'interessante titolo "Nomadi allo specchio"

 

Nomadi: "Allo specchio" è il nuovo album

Nuovo album di inediti per i Nomadi. La band esce il 3 aprile nei negozi di dischi con il cd "Allo specchio". Dieci canzoni dedicate al tema della vita. Il disco sarà anticipato in radio il 20 marzo dal brano "Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)" cantato con Jarabe de Palo. L'album esce a tre anni di distanza dal precedente lavoro di inediti.
Se siete appassionati dei testi e delle musiche dei Nomadi allora sarete felici di sapere che la band sta tornando. Il 3 aprile uscirà infatti il nuovo album di inediti dal titolo "Allo specchio". All'interno dieci brani legati l'uno all'altro dal tema della vita: vero fil rouge del progetto che esce a tre anni di distanza dal precedente album di inediti.
 
Ma non è tutto. Magari sentite la mancanza anche di Jarabe De Palo. E allora tenetevi pronti perchè dal 20 marzo potrete ascoltare in radio il nuovo singolo dei Nomadi "Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)" presentato in duetto proprio con Arabe. Un doppio ritorno quindi per il mercato italiano.
 
Continuate a seguirci per altre notizie sul nuovo progetto della band che risulta una delle più amate nel panorama musicale italiano.
 

Beppe Carletti e Pau Dones (Jarabe De Palo) il giorno della registrazione di "Lo Specchio ti Riflette"


Il duetto con Pau Dones (Jarabe De Palo) "Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)" è il primo singolo: arrangiamento latineggiante e adattamento in spagnolo di parte del testo curato dallo stesso rocker iberico. Questa collaborazione nasce da affinità umane prima ancora che artistiche.
"Pau Dones (Jarabe De Palo) è un nomade di pensiero. Siamo in totale sintonia con il suo comportamento come uomo, la grande professionalità come musicista e anche aspetti esteriori come il look, che sono meno importanti ma comunque indicativi del carattere di una persona. Quando l'ho raggiunto a Madrid all'inizio di marzo per registrare questa canzone, lui ha detto di conoscere bene la storia della nostra band e di essere onorato di cantare assieme ai Nomadi".
Beppe Carletti 
www.nomadi.it

Brani
1. Lo specchio ti riflette (El espejo te delata) (con Jarabe De Palo)  
2. La dimensione 
3. Prenditi un pò di me 
4. In questo silenzio 
5. Qui 
6. La vita è mia 
7. Senza nome 
8. Non so io ma tu 
9. Il ballo della sedia 
10. Il nulla 
11. Lo specchio ti riflette


NOMADI
"Allo specchio"
"Il nostro disco migliore degli ultimi dieci anni"
 

da WWW.NOMADI.IT
02-04-2009

Guardarsi allo specchio ogni mattina è come fare un esame di coscienza quotidiano. Non sarà quello di Harry Potter, che rivela anche i desideri più intimi e segreti, ma ogni comune specchio riflette sempre esclusivamente la realtà di ciascun individuo. Nomadi allo specchio... Il gruppo rock di Beppe Carletti mostra la propria essenza più autentica e pura. L'impegno sociale coerente fin dal 1963, quando ancora si chiamavano I Sei Nomadi. L'onestà intellettuale nell'inseguire l'utopia di un mondo governato dal confronto fra opinioni diverse e non dalla dittatura di una sola. L'amore profondo per la musica condiviso con diverse generazioni di fan attraverso oltre 50 dischi in 46 anni di carriera e soprattutto un'intensa attività live da veri nomadi del rock.

L'album "Allo specchio", in uscita il 3 aprile per Warner Music, è senza alcun dubbio il capitolo migliore della storia recente dei Nomadi. Una storia costellata di grandi soddisfazioni come la trionfale partecipazione al Festival di Sanremo 2006, dove hanno conquistato anche un pubblico per loro insolito con il brano "Dove si va". Eppure il nuovo disco dei Nomadi ha un'aurea magica, un'energia naturale che ha animato tutti i membri della band: dal fondatore Beppe Carletti (tastiere) proseguendo con Danilo Sacco (voce), Massimo Vecchi (voce e basso), Cico Falzone (chitarra), Daniele Campani (batteria) e Sergio Reggioli (violino e percussioni).

"Sono passati tre anni dall'ultimo disco di inediti "Con me o contro di me" e tutti noi avevamo "fame" di nuove canzoni", spiega Beppe Carletti. "Fame è la parola giusta, perchè la musica è un nutrimento indispensabile per la vita: non sfama il corpo, ma sazia l'anima e lo spirito. Ogni elemento della band ha espresso il massimo del proprio talento: Danilo ha sfoggiato in assoluto le sue migliori interpretazioni in sala d'incisione. Per me "Allo specchio" è il disco più bello dei Nomadi degli ultimi dieci anni".

"Si raccoglie sempre ciò che si semina". La massima di Carletti riassume il tema della title-track "Lo specchio ti riflette", che apre l'ascolto del cd "Allo specchio" nella versione italo-spagnola con Jarabe De Palo e lo chiude con la prima incisione solo in italiano.
"La vita è come la terra: deve essere coltivata. I nostri errori, come le azioni positive, si riflettono sempre su di noi. Proprio come in uno specchio".

Il duetto con Jarabe De Palo "Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)" è il primo singolo: arrangiamento latineggiante e adattamento in spagnolo di parte del testo curato dallo stesso rocker iberico. Questa collaborazione nasce da affinità umane prima ancora che artistiche.
"Jarabe De Palo è un nomade di pensiero. Siamo in totale sintonia con il suo comportamento come uomo, la grande professionalità come musicista e anche aspetti esteriori come il look, che sono meno importanti ma comunque indicativi del carattere di una persona. Quando l'ho raggiunto a Madrid all'inizio di marzo per registrare questa canzone, lui ha detto di conoscere bene la storia della nostra band e di essere onorato di cantare assieme ai Nomadi".

La vita è il fil rouge che lega le dieci canzoni dell'album "Allo specchio". Le molteplici emozioni del vivere: il tormento per un amore soltanto sfiorato ("Qui")... la sofferenza di una donna schiava del proprio amore ("Prenditi un po' di te")... la rabbia per un amico perso nell'ennesima guerra inspiegabile ("Senza nome")... la ribellione verso chi vuole impedirci di essere artefici del nostro destino ("La vita è mia")... lo schiaffo alle coscienze degli indifferenti verso i problemi altrui ("Il nulla")... l'ironia sferzante contro i quei politici con la coerenza ballerina ("Il ballo della sedia")... l'ottimismo che ci permette di sognare sempre e nonostante tutto ("Non so io ma tu")... la gioia di un silenzio in cui scoprire un mondo infinito e libero ("In questo silenzio")... fino al brano "La dimensione" che è un poetico inno alla vita.

Pura poesia è l'onirica "Qui", una struggente ballata in cui l'interpretazione quasi teatrale di Danilo Sacco è sottolineata solo dal suono di un pianoforte e un violino.
"Esprime il dolore di un uomo che ha sfiorato il grande amore, senza riuscire ad afferrarlo".

Puro orgoglio femminista nella rabbiosa "Prenditi un po' di te" scritta dalla giovane e talentuosa cantautrice Marzia Vattai. È una ballad rock che inizia dolcemente drammatica al pianoforte e si sfoga nel suono roccioso della chitarra.
"Il rispetto per l'universo femminile è fondamentale. Non dimentichiamo che senza la donna non esisterebbe l'uomo".

Rabbia e dolore si fondono negli accenti rock drammatici di "Senza nome" e nel ricordo di un amico scomparso nel modo più assurdo e inspiegabile: mentre era impegnato ad aiutare il prossimo in una missione di pace in Afghanistan.
"Abbiamo scritto questa canzone pensando al nostro amico Giovanni Pezzullo, ma la dedichiamo a tutte le persone che mettono in gioco la propria vita per soccorrere altri esseri umani".

L'impegno sociale e civile dei Nomadi si esprime attraverso canzoni molto festose, ma non per questo meno sferzanti. "Il ballo della sedia" è un blues vibrante fra organo Hammond e coro gospel, ma non divertirà i nostri politici. Non tutti almeno.
"Ironizziamo su quei parlamentari così attaccati alla loro sedia, e al potere che rappresenta, da cambiare poltrona senza un briciolo di coerenza e onestà politica, pur di avere una sedia prestigiosa sotto il sedere. Ci sono piacevoli eccezioni, ma il malcostume di lasciarsi trasportare dal vento è generalizzato: c'è solo l'imbarazzo della scelta".

Atmosfera da festa gitana con fisarmonica e violino per "La vita mia", cantata da Massimo Vecchi che interpreta anche "In questo silenzio".
"I padroni della Terra stanno distruggendo il nostro mondo: la natura che l'uomo ha faticosamente protetto nei secoli. Dobbiamo ribellarci alla dittatura incosciente di pochi e restituire il giusto potere alle coscienze unite di tutti. La gente comune deve tornare a essere artefice del proprio destino. È utopia. Senza questo genere di utopie, però, non ha senso vivere".

Inseguire un'utopia è come sognare. L'importanza dei sogni è il tema di "Non so io ma tu", un brano che secondo Carletti "è rock come sono rock gli U2".
"I sogni sono la nostra energia vitale: anche quelli che non si realizzano, perchè sono comunque uno stimolo forte a migliorarci. Un essere umano senza sogni non ha aspirazioni, speranze, ideali e obiettivi sempre nuovi da raggiungere. Senza sogni è un uomo finito".

L'album "Allo specchio" è anche un disco di "strumenti allo specchio". Suoni naturali come nella poetica ballata "La dimensione", perché ogni canzone è figlia di una meticolosa ricerca degli strumenti ideali. Tutti reali: dalle percussioni all'organo Hammond, fino al pianoforte a coda Steinway protagonista con il violino dell'intensa e teatrale "Qui". L'unica traccia suonata interamente al computer è "Il nulla", che ha in primo piano le suggestioni sonore di un flauto.
"È un atto d'accusa contro l'indifferenza generale nei confronti delle persone insane di mente, che non sono pericolose per il prossimo, ma semplicemente malate. La cura per alleviare la loro sofferenza è semplice: affetto, attenzione e comprensione".

L'album "Allo specchio" inizia e finisce con il canto gioioso dei bambini nelle due versioni del brano "Lo specchio ti riflette".
"I bambini sono gli uomini del futuro. Il loro canto fa sorridere e accende l'ottimismo. L'ultima parola dell'intero disco è un "Mah..." detto da un bimbo. Lascia tutti i discorsi fatti nelle canzoni in sospeso. Sembra dire "chissà come andrà a finire?". Certamente, però, non vuole restare passivo e inerme a guardare come andrà a finire. Vuole essere protagonista degli eventi. Comunque vada, la vita... facciamola andare. Noi".

Brani
1. Lo specchio ti riflette (El espejo te delata) (con Jarabe De Palo)  
2. La dimensione 
3. Prenditi un pò di me 
4. In questo silenzio 
5. Qui 
6. La vita è mia 
7. Senza nome 
8. Non so io ma tu 
9. Il ballo della sedia 
10. Il nulla 
11. Lo specchio ti riflette

 ALLO SPECCHIO...
l'opera pittorica di Elena Bombardelli


 
02-04-2009 da www.nomadi.it

Perchè ho scelto il quadro di Elena per la copertina? Ho fatto diverse proposte e tutti i Nomadi erano d'accordo sul questo quadro perchè molto espressivo...
A me/noi non piace molto dare spiegazioni di quello che facciamo...
Comunque il concetto della canzone è che i cambiamenti del mondo, in meglio od in peggio, stanno nei nostri gesti quotidiani. Stanno insomma nelle nostre mani e l'invito è quello, perlomeno, del rendersene conto..
La mano dunque...
La mano è veramente lo strumento che ha "disegnato" la storia dell'uomo.
Con il gesto della mano si è deciso il tempo di guerra o il tempo di pace.
Penso che le mani abbiano una alta carica emotiva ed espressiva. E penso alle posizioni delle mani come strumento di influenza, appunto, dei destini del mondo. Posizione schiaffo, carezza, pugno come simbolo dell'agire o come simbolo vero e proprio. Pensa al pugno chiuso delle lotte operaie e diventato simbolo di regimi comunisti... o alla mano tesa di origine romana fatta propria dai regimi nazifascisti...
Mi stò dilungando, ma un ultima cosa.
La mano nel contesto dello specchio esprime anche altro per me... Lo colgo come un momento di solitudine, che di per sè non reputo ne negativo ne positivo ma che esprime la ricerca di un contatto impossibile . Morale: la trovo una immagine molto "contemporanea" ed inserito bene nel contesto di quanto stiamo andando a raccontare nei nostri dischi ultimamente...
Scusatemi delle chiacchiere...
Daniele Campani 

Altre Opere di Elena

ST@MP@

I Nomadi si scrutano...allo specchio
Esce il disco numero 31 della storica rock bamd italiana. Undici canzoni tra cui un duetto con Jarabe De Palo. Beppe Carletti, il fondatore, giura che è il più bello degli ultimi dieci anni.
03 aprile, 2009

di Fabrizio Basso

E' l'album numero 31. E solo contando quelli riempiti di brani inediti. I Nomadi non sono il rock. Sono di più: sono la storia del rock. Almeno quello italiano. Hanno figli e nipoti. Alcuni degni, altri indegni. Hanno anche dei cloni. Ma quello è il prezzo che si paga alla popolarità. Ma il sound dei Nomadi è solo loro. E' un marchio registrato tra le sette note. E' l'amore per la musica. E' una corerenza nata nel 1963, col nome I Sei Nomadi e giunta fino a oggi. Quasi mezzo secolo da protagonisti e un entusiasmo che non si ritrova neanche in chi oggi ha 18 e suona sognando di diventare una star.
Come sono questi Nomadi Allo Specchio?
Consapevoli di avere realizzato il disco più bello dell'ultimo decennio. Ci abbiamo lavorato tre anni. E avevamo una voglia di stare in studio che non poteva che sfociare in un grande album. Poi, rileggendo i testi, c'è la sensazione di avere fatto un buon lavoro
Premonizioni positive, dunque?
Pulsazioni iniziali e ritmica ci hanno predisposto a un buon lavoro. Non cerchiamo autori noti ma sconosciuti. Li cerchiamo per l'Italia. Alla fine di ogni tour torniamo a casa con mucchi di testi, provini, musiche. Le liriche che ci piacciono le lavoriamo. Stavolta hanno subito assunto dei bei colori. Chi scrive per noi non è un autore di professione. Nel 1977 lanciammo lo slogan prendere alla gente per ridare alla gente: siamo un po' succhiaotri un po' Robin Hood.
Esatto. La gente da noi si aspetta un certo tipo di percorso musicale. Talvolta prendiamo due canzoni e le mescoliamo. Gli autori professionisti si arrabbiano se cambi una riga, qui è diverso.
In Lo specchio ti riflette duettate con Jarabe de Palo
La Warner ci ha chiesto un duetto. E' uscito un ventaglio di nomi. Questo era quello più vicino al nostro modo di fare musica. E' un brano latineggiante. Gli abbiamo spedito la canzone e gli è piaciuta. Sarà sul palco con noi il 6 e il 7 aprile 2009, rispettivamente a Milano e Roma per le prime due date del nuovo tour. Il nostro ultimo duetto risale al 1997 e fu con Francesco Baccini. Poi stop. All'estero sono maggiormente predisposti. In Italia c'è più egoismo.
In Allo Specchio che ci raccontate?
Le tante facce della vita
Oggi  è difficile fare musica?
Chi fa i dischi insegue il successo. Una volta cantavi per voglia di fare. Oggi la prima cosa che fai è un demo per apparire. Cantavi nelle balere e ti scoprivano lì: oggi non esistono più i talent scout che vanno in cerca di promesse nei locali, nelle discoteche. La missione è apparire.
Anche voi siete apparsi a Sanremo.
Vero, ma non ci siamo venduti. Ci siamo andati con una nostra canzone: o quella o niente. Sanremo è come una fiera, è un gran baraccone. Una settimana a tempo pieno e poi si smontano gli stand.
Una canzone si intitola Il ballo della Sedia. E' molto ironica e descrive un'Italia che non molla appunto la sedia
Siamo circondati da banderuole. Non c'è cperenza e simao molto preoccupati dall'attacemnto alla sedia, seppur non sia una novità. Il testo lo abbiamo vestio di buon rock e di un po' di cori, sembra quasi un gospel.
La ascolteremo in radio?
Quella è un'altra nota dolente. Certi dischi non passeranno mai in alcuni network ed è una nota dolente. E' una discriminazione. Ci ha fatto meno male la censura subito anni fa per Dio è Morto.
Ora andate in tour.
Il 6 e il 7 aprile 2009 siamo a Milano e Rona con Jarabe De Palo e ci saranno delle sorprese. Poi qualche altra data. Abbiamo un pacchetto di 90 concerti, potremmo fare tre concerti.
Che effetto vi fa sapere che c'è chi ascolta i Nomadi in formato mp3?
Il mondo va così. Certo che il vinile era un'altra cosa.
La formula del vostro elisir di lunga vita?
Lasciare spazio un po' a tutti.

   
Spettacoli da FAMIGLIA CRISTIANA
di Gigi Vesigna


MUSICA
"ALLO SPECCHIO", IL NUOVO ALBUM DEL GRUPPO, SEMPRE PIÙ IMPEGNATO NEL SOCIALE

NOMADI DUE VOLTE

Un disco di inediti a tre anni dal precedente. E soprattutto la voglia di aiutare ancora di più e meglio i poveri del Sud del mondo. Come i bambini di suor Vittoria in Madagascar.

C'era una volta un gruppo musicale che si chiamava I sei Nomadi: era il 1963 e quei ragazzi già allora avevano scelto la strada dell'impegno, mosche bianche che riuscivano a volare anche nel pazzo mondo del rock. Da allora non è cambiato nulla: qualcuno se n'è andato, come l'indimenticabile Augusto Daolio, altri hanno percorso altre strade, ma sono rimasti l'impegno sociale, l'onestà intellettuale nell'inseguire l'utopia di un mondo governato dal confronto tra opinioni diverse e non dalla dittatura di una sola. La gente ha capito e li ha seguiti, una generazione dopo l'altra, cogliendo lo spirito nomade coerente in 48 anni di carriera, costellata da oltre 50 dischi.

Allo specchio è il capitolo più recente della loro storia e Beppe Carletti, il leader dei Nomadi, mi spiega: «Sono passati tre anni dall'ultimo album di inediti e tutti noi avevamo "fame" di nuove canzoni...». Beppe fa una pausa, come se meditasse se dire o non dire quel che ha in mente, e poi sbotta: «Per me Allo specchio è il disco più bello dei Nomadi degli ultimi dieci anni!».

Non avevo mai sentito Beppe Carletti esprimersi con tanta veemenza e, soprattutto mai aveva elogiato il suo lavoro e quello di Danilo, Massimo, Cico, Daniele e Sergio.

    * Come mai per una volta esci dal consueto profilo basso con cui ami raccontare il tuo lavoro?

«Perché sento che stavolta più che mai abbiamo capito che si raccoglie sempre quello che si semina. La vita è come la terra: deve essere coltivata. I nostri errori, come le nostre azioni positive, si riflettono sempre su di noi, proprio come in uno specchio...".

Beppe Carletti, ovvero l'identikit di un nomade vero, che gira il mondo, non frequentando le località di moda, non scegliendo itinerari comodi, ma andando di persona a vedere dove c'è la miseria, la disperazione, dove l'uomo ha bisogno degli altri ma quasi sempre gli altri non ci sono. L'ultimo viaggio l'ha fatto a ottobre in Madagascar, ha raggiunto un villaggio nell'interno e...

Mangiano pane due volte l'anno

"Ho capito che quello che facciamo è una goccia nel mare. I bambini non hanno nulla, abbiamo realizzato 96 adozioni a distanza; certo, sarebbe stato più facile dire cento e far cifra tonda, ma i soldi c'erano solo per 96 bambini".

Sentirlo raccontare di un viaggio di nove ore in fuoristrada per percorrere 150 chilometri è un po' come leggere le pagine di un libro di avventure. Poi il lato umano di Beppe cancella l'avventura e ci racconta con grande umanità quel che ha visto e imparato. "Là c'è un angelo, suor Vittoria, una ragazza di Palermo di 36 anni, e vive come la gente dei villaggi, niente luce, poca acqua, il mondo è davvero lontano, e lei si cura di 1.500 persone, di cui 750 bambini. Suor Vittoria mi ha consigliato di non regalare mai le scarpe ai ragazzi, perché prima soffrono per abituarsi a non camminare scalzi, ma poi, dopo un anno, quelle scarpe sono inutilizzabili e allora è dura tornare a calpestare la terra. Così abbiamo portato abiti e cibo. Loro mangiano il pane due volte l'anno e sono rimasti estasiati quando abbiamo distribuito i chupa chupa. Vederli sorridere ti dà una carica incredibile".

Dall'esperienza di Carletti sono nati "Gli amici del Madagascar", un'associazione senza fini di lucro che è riuscita a realizzare una scuola capace di ospitare 480 bambini a Manakara, sulla costa, a Sud della capitale Tananarive.

    * Perché di queste cose non parlate mai?

«Perché non ci sembra giusto farci pubblicità sfruttando una solidarietà che fa parte del nostro essere: andiamo di persona a vedere quel che occorre; poi, raccolti i fondi, torniamo, scegliamo le persone per realizzare i lavori. Poi andiamo di nuovo a verificare come e cosa è stato fatto. In questo modo, aboliamo praticamente tutte le spese. Ti faccio un esempio: se una Onlus raccoglie cento, di solito per le spese se ne va la metà e anche più. Noi, se raccogliamo cento, riusciamo a mettere a disposizione circa il 95 per cento di quel che abbiamo raccolto e documentiamo tutto molto dettagliatamente, con foto e filmati».

    * Che naturalmente non vedremo mai per la vostra riluttanza, mentre invece il vostro esempio potrebbe servire a chi pratica la solidarietà...

«Ti prometto che per Famiglia Cristiana farò uno strappo».

Da quando abbiamo cominciato la nostra chiacchierata, Beppe traffica con qualcosa di bianco che ha tra le mani. Se non glielo chiedessi non saprei mai che si tratta di una piccola croce bianca fatta di palline di plastica.

«Me l'ha data suor Vittoria ed è diventata il mio portafortuna. Ma adesso vuoi ascoltarlo il nuovo disco?».
Gigi Vesigna
  
 
DEDICATO A TUTTI I "SENZA NOME"

Lo specchio ti riflette è il titolo del primo singolo del nuovo disco dei Nomadi, nel quale il gruppo ha come partner gli spagnoli Jarabe De Palo che, come li definisce Beppe Carletti, "sono nomadi di pensiero. Quando li ho raggiunti a Madrid all'inizio di marzo mi hanno dimostrato di conoscere bene la nostra storia e hanno detto di essere onorati di cantare con noi". Il disco ha un filo che lega le 10 canzoni, l'amore, il rispetto dell'universo femminile (Prenditi un po' di te), l'impegno sociale: "Ironizziamo su quei parlamentari così attaccati alla sedia e al potere che rappresenta da cambiare poltrona senza un briciolo di coerenza e onestà politica pur di avere una sedia sotto il sedere" (Il ballo della sedia).

Ci sono i sogni, «he sono la nostra energia vitale, anche quando non si realizzano». Ma soprattutto c'è Senza nome, dedicata a un amico ucciso in Afghanistan dove era in servizio militare. La canzone racconta la storia di Giovanni Pezzullo, che ha lasciato la famiglia in Italia, ma è dedicata a tutte le persone che mettono in gioco la loro vita per soccorrere altri esseri umani.

G.V.

Il teatro Smeraldo ospita la prima dei Nomadi
di Simone Tricomi
Lunedì 6 Aprile a Milano si è svolto il primo concerto della nuova tournèe dello storico gruppo emiliano che ha presentato in anteprima i brani del nuovo cd "Allo specchio".

E' curioso che una data così importante venga introdotta dalla traccia più sperimentale della nuova fatica discografica dei Nomadi, ma all'apertura del sipario è stata proprio "Il nulla" a risuonare nell'aria, canzone che quanto mai rivendica la diversità come diritto di ogni uomo.
Ed è proprio un pubblico "diverso", quello che segue i Nomadi. Una schiera multigenerazionale di menti sognanti, pronte a lasciarsi andare ad un rito che è quasi una messa pagana ed è resa ancora più intensa e significativa dall'abbraccio collettivo di pubblico e band alle vittime del terremoto.
Nel corso della serata, poi, non sono mancati graditi ospiti. C'era Pau Dones degli Jarabe De Palo, che ha impreziosito con la sua voce il singolo di lancio, "Lo specchio ti riflette", e per l'occasione ha rispolverato i suoi due più grandi successi, "La Flaca" e "Depende".
C'era anche una giovane presenza, quella di Giacomo, voce emergente che deve alla interpretazione di "Io Vagabondo" a X Factor una certa notorietà nell'ambito nomade, e che proprio cantando l'immortale inno della band ha dimostrato doti canore veramente notevoli.
Importante, inoltre, la presenza di una robusta sezione di cori, che dopo avere aggiunto corpo e calore ai brani nuovi su cd è riuscita a trasmettere la stessa forza anche nelle interpretazioni live.
E così si passa da una metallica e implorante "In questo silenzio", alla festa gitana fra violino e fisarmonica di "La vita è mia", mentre la risposta del pubblico è poderosa dopo l'esecuzione de "Il ballo della sedia", ironia blues al vetriolo sul mondo incoerente del potere italiano.
E' stata poi una chicca l'esecuzione dell'inedita "Due re senza corona", brano escluso dalla versione fisica del disco, ma in vendita in formato digitale su iTunes. Una gemma talmente convincente da farne rimpiangere l'assenza nella tracklist "ufficiale" del cd.
Ma sono stati indubbiamente due i punti più emozionanti dello show. In primis l'esecuzione di "Senza nome", una toccante ballata rock dedicata al soldato scomparso un anno fa in Afghanistan Giovanni Pezzulo, resa ancora più maestosa dalla sontuosa interpretazione di Danilo Sacco.
Ed è proprio Sacco, insieme al pianoforte di Beppe Carletti e allo struggente violino di Sergio Reggioli, a regalare un brivido immenso nel brano più intenso del nuovo lavoro, "Qui". Un momento di commozione capace di ricordarci l'importanza dei Nomadi nel panorama musicale italiano e di rivendicare la necessità della poesia in musica e di versi veri e profondi. "Qui, qui c'è un tetto di stelle e un oceano di pelle, e un deserto di voci e un tepore di baci…"

«Siamo ancora famosi perché per noi il successo non conta»
di Antonio Lodetti

Si guardano «allo specchio» con la certezza che - dopo oltre 45 anni sulle strade del beat e del rock - il loro spirito non è cambiato; si guardano «allo specchio» per un esame di coscienza (quasi) quotidiano con i fan, e quello specchio riflette dieci nuove bellissime ballate dei Nomadi, dai suoni ricchi e cangianti e dai testi impetuosamente realisti, dal messaggio intimo e al tempo stesso universale. «Non sempre è bello vedere ciò che esce dallo specchio - sottolinea il leader storico della band Beppe Carletti -, ma bisogna affrontarlo senza paura, anche se non è quello di Harry Potter, anzi, tutto il contrario».
Così dal confronto, dal riflesso che si fa riflessione nasce Allo specchio, trentunesimo cd dei Nomadi, a tre anni dal blasonato Con me o contro di me, figlio della loro vittoria a Sanremo con Dove si va. Un album costruito dai fan, nel vero senso della parola. «I brani del disco nascono da composizioni scritte dai nostri fan. Ad ogni concerto i ragazzi ci portano i loro nastri, persino le vecchie musicassette con le cose che hanno scritto. Alcune le sentiamo subito nostre e loro ci offrono la possibilità di rielaborare testo e musica. Così nascono canzoni pure. Non lavoriamo più con autori professionisti perché, giustamente, lo fanno per mestiere, ma noi vogliamo l'entusiasmo. Da sempre il nostro slogan è "prendere dalla gente per ridare alla gente, alla Robin Hood"». Così nasce la carica ribelle di La vita è mia, «che incita la gente ad essere artefice del proprio destino in un mondo in cui dove l'apparenza di una bella cravatta conta più della sostanza dell'anima»; l'inno acustico alla vita La dimensione in feroce contrasto con la ruvidità rock di Senza nome dedicata all'amico ucciso in Afghanistan; l'intimismo delle sofferenze di cuore di Qui; l'appeal folk-latineggiante di Lo specchio ti riflette (il singolo che gira bene nelle radio) in duo con Pau Dones, voce dei Jarabe De Palo.
Anche i Nomadi cedono alla moda del duetto? «Siamo una specie di ditta artigianale, un collettivo creativo di amici, non diventiamo pazzi per i duetti. Ne facemmo uno nel '97 con Baccini. Ora la casa discografica ci ha dato la massima libertà di scelta. Sono partito per Madrid per incontrare Pau, voce dei Jarabe che è "un nomade di pensiero"; abbiamo passato tre giorni insieme e sono tornato col brano già registrato».
E così eccoli qui, pronti a cavalcare un'altra volta la vetta delle classifiche - in mezzo a tanti ragazzini cui potrebbero fare da genitori - in un eterno viaggio tra la via Emilia e il West. «Il nostro spirito aveva fame di nuove canzoni. Noi coltiviamo la musica con passione, come la terra. Un esempio? Nel 1969, per incidere Ho difeso il mio amore, cover di Nights In White Satin dei Moody Blues, io e Augusto facemmo Novellara Parigi e ritorno senza fermarci per comprare un mellotron e riprodurre i suoni esatti del pezzo. Che fatica e quanti soldi spesi: ma questo è l'entusiasmo che ti porta avanti per 45 anni. Siamo ancora qui perché non abbiamo mai cercato il successo. Ai ragazzi consigliamo: suonate perché amate la musica, non perché cercate a tutti i costi il successo». Una bella stoccata a X Factor. «No, è un bellissimo programma che aiuta la musica. Soprattutto mi piacciono i Bastard Son of Dionisus, potrebbero andare lontano. Ma anche lì al fondo di tutto c'è la sfida per arrivare. Noi veniamo da un mondo che non c'è più. Suonavamo i pezzi dei Beatles nelle balere emiliane; arriva un nostro amico e ci presenta un ragazzo allampanato dicendo: "lui fa il cameriere ma canta bene", era Augusto. Cantò Il blues del mandriano e un paio di pezzi in inglese. La gente impazzì e lui divenne uno dei nostri. In balera si suonava un'oretta poi ci si fermava a chiacchierare; il nostro concerto ha quello spirito. Siamo arrivati al successo per caso e imponendo il nostro stile. Oggi è tutto giocato sull'immagine, ti cambiano il look, il suono». Ma a Sanremo non hanno rinunciato e hanno pure vinto: «Però siamo andati da Nomadi con una canzone da Nomadi. Sanremo è una bella vetrina; è un circo che monta le tende, polarizza l'attenzione per una settimana e poi svanisce». Una band che appartiene a un altro mondo, eppure mantiene solide radici nell'attualità. Chiedetelo alle migliaia di persone che seguono i loro 200 concerti all'anno, a chi ha prenotato Allo specchio facendogli conquistare il disco di platino prima dell'uscita, a chi li aspetta in tournée, al via domani a Milano e martedì a Roma con ospite Pau dei Jarabe. Tanto loro sono tutti d'un pezzo ma anche ecumenici: suonano nei teatri, nelle arene e negli oratori. «Ci hanno dato dei comunisti e dei ribelli però molti prelati famosi hanno detto pubblicamente che si identificano nei brani dei Nomadi. Anche a livello etico siamo molto severi: Augusto mi chiamava il maresciallo. Da quando siamo insieme niente spinelli né droghe varie, al massimo Lambrusco. Rimasi stupito quando Paul McCartney disse di aver scritto alcuni successi sotto l'effetto della droga. È un cattivo messaggio per i giovani. Io amo la musica di Woodstock, non gli atteggiamenti distruttivi, questa è la regola dei Nomadi».

SPECCHIO DELLE MIE BRAME, CHI SONO I MIGLIORI NOMADI DEL REAME?

Intervista alla storica band emiliana che ci ha parlato del suo ultimo cd... al ristorante!

Un buon ristorante nel cuore di Milano (per una volta tanto cediamo alla tentazione insidiosa della pubblicità: trattasi del "Lucca" nei pressi di Corso Buenos Aires...), una tavola imbandita e, seduti ai relativi posti d'onore, cinque Nomadi su sei (all'appello manca soltanto il chitarrista Cico Falzone) pronti a raccontarci del loro nuovo lavoro - l'album "Allo Specchio", il primo di inediti dal 2006 - e, ovviamente, a gustare le varie specialità della casa.

Nell'ordine accomodati di fronte a me ci sono Massimo Vecchi (basso e voce), il cantante Danilo Sacco (per la cronaca un grosso amante di Big Country, The Alarm e del bravissimo, insostituibile, Tom Petty!), Sergio Reggioli (percussioni e violino), Daniele Campani (batteria) e il "vecchio capo" Beppe Carletti su cui convergeranno gran parte dei temi della nostra lunga ed illuminante conversazione nomade.

Partiamo in quarta, dunque, nell'attesa (brevissima) di riapplaudire il gruppo emiliano che il prossimo 6 aprile sarà nuovamente a Milano per tenere un ricco concerto di presentazione di "Allo Specchio" in programma al Teatro Smeraldo. Concerto che, come scopriremo in seguito, sarà arricchito pure dalla presenza di uno special-guest internazionale... Ma veniamo all'intervista.

"Allo Specchio" è il 31esimo album ufficiale nella carriera dei Nomadi. Mica noccioline...
"(Beppe Carletti) Esatto, una cifra che fa riflettere. E fammi aggiungere che questo è anche il lavoro dei Nomadi più bello ed ispirato da dieci anni a questa parte: dai tempi di 'Una Storia da Raccontare' del '98 insomma... E i motivi di questa mia affermazione sono davvero molteplici: stavolta, infatti, abbiamo immediatamente trovato le canzoni 'giuste', la ritmica ha pompato egregiamente, le mie tastiere si sono integrate e Danilo (Sacco, il cantante. Ndr) non si è mai esibito così bene su disco. E dire che io glielo ripetevo in continuazione: 'Danilo, dal vivo canti benissimo ogni sera: quanto ti deciderai a tirar fuori certe note anche in sala di registrazione?!' (ride, Ndr) ".

So che sembrerà scontato chiedertelo ma... come nasce effettivamente un album dei Nomadi?
"Tutte le volte alla stessa maniera. Giriamo l'Italia con i nostri interminabili tour e, terminato il concerto, raccogliamo dai nostri fan 'aspiranti autori' idee ed impressioni. L'equazione è la seguente: più stiamo sulla strada, più portiamo a casa materiale per lavorarci in studio in un secondo tempo. In pratica risucchiamo musica, buona musica, su e giù per la Penisola...".

Fammi capire: un appassionato dei Nomadi viene da voi e vi dona spontaneamente un suo provino?
"Proprio così. Pensa che viviamo nell'era digitale eppure c'è gente che ancora si presenta in camerino con le 'cassettine' analogiche, come capitava trent'anni fa (ride, Ndr) ! E noi, naturalmente, ascoltiamo tutto e poi metabolizziamo alla nostra maniera. Perchè collaborare con autori non professionisti ci dà maggiore libertà di intervenire...".

Cosa intendi dire?
"Bé, se un autore 'di professione' che magari collabora pure con i più grandi del pop ti cede una sua canzone, tu come fai a spiegargli che - secondo te - non va bene? Con la nostra gente, invece, c'è decisamente più schiettezza. Ed i risultati, se permetti, sono ugualmente bellissimi. Come avviene, ad esempio, in 'Prenditi un po' di te', un brano del nostro nuovo cd scritto da Marzia Vattai".

La collaborazione con Jarabe De Palo (al secolo Pau Donés) nel primo singolo "Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)", invece, come è nata?
"E' venuto fuori che la Warner (etichetta storica degli stessi Nomadi, Ndr) ci ha proposto di incidere un duetto perché, parole loro, la suddetta casa discografica ultimamente è diventata un po' 'la compagnia dei duetti' (ride, Ndr)... Noi, all'inizio, eravamo un po' titubanti, non lo volevamo fare ma poi ci siamo detti: ok, se duetto dove essere perché non puntare subito in alto chiedendo la collaborazione di Jarabe De Palo? E fortunatamente c'è andata bene alla prima occasione! Se lui ci avesse detto di no, non avremmo saputo davvero a chi rivolgerci...".

Ma come?! Esistete dal lontano 1963 - praticamente dall'avvento dei Beatles... - e nessuno in Italia vi ha mai chiesto di collaborare con voi?
"Che vuoi che ti risponda? Progetti se ne fanno tanti, tra colleghi, ma da lì a passare ai fatti ce ne vuole... L'ultimo che ci ha chiesto di lavorare assieme per un suo album è stato Francesco Baccini nel '97. Da allora tante belle parole ma di contatti reali nemmeno uno! Pazienza, noi restiamo disponibili ma - se nessuno si farà avanti - continueremo a fare le cose per cui siamo nati. Ovvero dischi sempre migliori e centinaia di concerti annuali in tutto il Paese...".

Torniamo per un attimo a Jarabe De Palo: è vero che quando hai fornito al tuo manager la versione completa di "Lo specchio ti riflette" nemmeno lui voleva crderci che ce l'avevi fatta?
"Sì, è stata una bella sorpresa per tutta la Warner Italia... In pratica ho preso segretamente dei contatti con Jarabe De Palo ma poi, fino a cose fatte, ho preferito mantenere il riserbo sui lavori... anche per una questione puramente scaramantica! Così, un bel giorno sono volato a Madrid e, nel giro di tre-quattro ore, ho fatto incidere a Pau la sua parte tornando in serata con l'agognato master. Jarabe è stato molto contento di cantare quella canzone tant'è che ora sarà nostro ospite speciale anche ai prossimi concerti di Milano e Roma (rispettivamente il 6 aprile al Teatro Smeraldo ed il giorno seguente al Teatro Tendastrisce di Roma, Ndr) ".

A proposito di tour: quante canzoni tratte da "Allo Specchio" potreste suonare durante la vostra prossima tournée?
"Vuoi sapere la verità? Potremmo anche suonarle... tutte! In fondo questo disco ci piace da morire e sul palco stiamo pur sempre due ore e trenta abbondanti. Insomma, di tempo per i brani di "Allo Specchio" e per eseguire tutti i nostri classici ce n'è a sufficienza".

Che consiglio si sente di dare un "veterano" come Beppe Carletti alle giovani leve della musica italiana contemporanea?
"Consigli? Per l'amor del cielo, non sono proprio la persona adatta! Però, senza nulla togliere ai cantanti di oggi, non mi piace quella ricerca smodata del successo che va per la maggiore in questo 2009... Negli anni '60 un contratto, se eri bravo, te lo rimediavi in balera dopo mesi e mesi di sacrifici; attualmente, invece, vogliono tutti andare a cercarselo in televisione ubbidendo platealmente a Tizio e Caio e svendendo il loro talento. Questa cosa, in tutta franchezza, non mi piace molto. Così come non mi piacciono quelle radio importanti che non suonano  preventivamente pezzi dei Nomadi solo perché non siamo una band 'alla moda'. O quegli artisti pseudo-trasgressivi che fanno certi proclami indipendenti e poi, sotto sotto, sognano di andare al Festival di Sanremo...".

Anche i Nomadi sono sbarcati in tv per il Festival di Sanremo del 2006. E qualche vostro fan storico ha storto il naso...
"Quella volta ci sembrava di essere ad una allegra fiera di paese: cinque giorni interi in cui ci siamo sentiti dei completi pesci fuor d'acqua... Però il pubblico ha apprezzato e la canzone era forte ("Dove si va", Ndr) , probabilmente una delle più belle mai scritte dai Nomadi. Siamo andati a Sanremo a modo nostro e, ovviamente, non rinneghiamo nulla".

Ed adesso, secondo te, cosa capiterà al tuo gruppo?
"Noi speriamo di andare avanti ancora per tantissimo tempo. La band è solida come non mai e suona perfino meglio di dieci anni fa. Impossibile fermarsi. Anche perché i Nomadi sono nati all'epoca del vinile e vendono ancora album nell'era degli Mp3. Anche se io resto sempre fedele al caro, vecchio 'padellone': ogni anno chiedo alla Warner di stampare mille dischi in vinile del nostro ultimo cd per poterli vendere tranquillamente ai concerti...".

Insomma, ora come non mai, "Sempre Nomadi"?
"Sì, Sempre Nomadi per l'eternità! Esattamente come sarebbe piaciuto ad Augusto (a proposito: nel 2012 saranno già vent'anni, Ndr) ...".

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